Evento

01-12-2008

Bimestrale di formazione e informazione della Casa Ecumenica per la Pace "EIRENE"

                                                                                                                        LUIGI PAZIENZA

Diploma al conservatorio di Teramo. Studi pianistici a Roma. Partecipazione a molti concorsi nazionali ed internazionali con piazzamento ai primi posti. Edizione del CD “Classiche emozioni”. Partecipazione a concerti di beneficenza a favore di bambini distrofici e non vedenti.  Ascolto il suo CD mentre mi preparo per incontrarlo. E’ abile. E’nel ritmo con calma, padronanza e autorevolezza. Mi accoglie con grazia. E’ un maschio gentile. Nei modi, nei colori, negli occhi. Ci sediamo. Il tempo di accomodarmi nella sua ‘aria’ e subito gli chiedo se è stato facile per lui individuare la strada. Il talento gliel’ha mostrata fin da subito, racconta. L’ha prima subita. La avvertiva come una diversità questa voglia di rimanere al piano mentre gli altri bambini erano giù nel cortile a giocare. Poi l’ha amata. Come un dono. E’ un giovane fortunato. Non si è perso nelle domande di futuro, né nel tempo di una ordinaria quotidianità: studio, feste, vacanze, desideri di lavoro sicuro. “Se il talento ti sceglie”, mi dice, “non puoi che rispondere e accogliere”. Sente solo di possedere una ricchezza e ha voglia di regalarla.  Dice che di fronte alle platee spesso emozionate e a volte incantate, crede che il mondo non sia in caduta di valori e di sogni; e che la gente è bella se decide di rendersi così vulnerabile alla musica. Lui sente di riuscire a catturarla, nel silenzio che crea, nei grazie calorosi che si sente rivolgere dopo i concerti. Come i ragazzi dell’ “Onda” anche lui fa la sua piccola rivoluzione. Afferma valori. Mentre risponde e vedo negli occhi sedimentati grandi livelli di sforzo e di serietà, penso chissà quanta forza, ci vuole, quanto impegno, studio, determinazione, tenacia, per evitare di far andare perso un talento, per perseverare. “ Come sei veramente”?..Gli chiedo poi, parafrasando il titolo del noto brano di Giovanni Allevi, la cui genialità unanimemente riconosciuta non condivide. Non risponde. Mi invita al piano. Fa parlare la IV ballata di Chopin. La musica parte con grande eleganza. E  ritorna. Come un’onda. Si increspa. Si scioglie. Riemerge in nuova forma. Silenzio. Silenzio. Riprende. Con calma. Si allarga. Una nota. Da sola. Lunga, dolce, infinita. Che chiude. /  Rimane immobile al piano fino all’ultimo percepibile eco di suono. Solo dopo si scompone e mi saluta. Anche se si sforza di nasconderla dietro la distanza dell’esecutore, l’anima è appagata, lontana, serena, sicura, . . . forse un po’ malinconica.

 

                                                                                                                                      

                                                                                                                                                     Lella Russi

 



Video